Blog semiserio con spiccato orientamento a smascherare le bufale dette con serietà , ed a trovare la verità in ogni bufala.
La Stampa di oggi racconta l'odissea notturna di una donna che cerca inutilmente di farsi prescrivere la pillola del giorno dopo, compiendo una vera e propria via crucis negli ospedali romani e ottenendo in risposta una interminabile serie di dinieghi, motivati dall'obiezione di coscienza dei vari medici di turno.
Stante il fatto che questa stucchevole tiritera, a quanto risulta, si ripete continuamente in numerosi ospedali italiani, mi corre l'obbligo di ricordare che la pillola del giorno dopo non è un presidio abortivo, e che la legge 194/78 prevede la possibilità dell'obiezione di coscienza esclusivamente nel caso di interruzione di gravidanza.
Tanto premesso, invito le donne che dovessero vedersi rifiutata la prescrizione della pillola del giorno dopo a seguire i suggerimenti che seguono:
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Paziente: Buongiorno Dottore
Dottore: Buongiorno a lei. Ho esaminato gli ultimi esami, e purtroppo non ci sono buone notizie per lei. La diagnosi è inequivocabile. Sua moglie ha una malattia grave, seria. Fortunatamente è un male curabile, quindi si può sperare in una completa guarigione, ma la cura sarà purtroppo lunga e fastidiosa. Purtroppo si dovranno prendere delle misure drastiche, dovrà rinunciare a molte cose. Ma le probabilità di guarigione completa sono molto alte. L'importante è iniziare subito la cura, e seguirla con scrupolo e costanza.
Paziente: Che disgrazia! Ma è colpa sua dottore, che ha voluto fare gli esami e le analisi. Lei ha diagnosticato quresta malattia, e questo è la causa di tutti i mali. É colpa sua se adesso tutti sapranno della malattia. Se non avesse fatto fare nessun esame adesso le cose andrebbero bene.
Dottore: Mi sorprende questa sua affermazione. Mi dispiace doverle spiegare che, purtroppo, le malattie esistono indipendentemente dal fatto che vengano diagnosticate o meno. E purtroppo, la malattia è contagiosa: se trascurata, può portarle seri danni, e può infettare in gran numero di persone. Urge porre tutti gli ammalati in isolamento, per arrestare il contagio. Dvrebbe invece essere grato verso chi, diagnosticando precocemente la malattia, eviterà ulteriori danni a tutti.
Paziente: Lei è un medico estremista. Non si accontenta di prescrivere qualche farmaco blando, di quelli che non hanno effetti collaterali. Non si accontenta di dire solo che i suoi pazienti sono stressati dal troppo lavoro. Vuole fare una diagnosi approfondita, vuole proprio esaminare tutti i sintomi. Lei ci sta perseguitando. Non capisco dove vuole arrivare, abbiamo sempre fatto del bene e questa è la sua riconoscenza? Diagnosticare una malattia contagiosa? Ho capito, sono i miei avversari che l'hanno spinta a fare ciò. É tutta una congiura relativista...
Dottore: Senta, ho già perso troppo tempo con lei. Come ufficiale sanitario ho il dovere di provvedere affinché non si propaghi il contagio, quindi avviserò le autorità competenti per l'isolamento di tutti i malati contagiosi. Poi, se vorrà farla curare bene, altrimenti conosce qual'è il destino di questa malattia. Addio.