LE PIRAMIDI DI CHEOPE
Non distinguo le cose più banali
voglio gli occhiali
voglio gli occhiali
Io non vedo ad un palmo dal mio naso
io vado a caso
Sì, io vado a caso
non distinguo le risa dai lamenti
voglio le lenti
trovar le cose per me è una storia dura
la montatura
Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
Sembra uguale la suora e la cubista
dall'oculista
dall'oculista
Ho pagato una siga lire mille
le mie pupille
le mie pupille
Mi hanno detto chi non rosica non risica
voglio una visita
fammi una visita
sono inciampato su una tolla della cirio
voglio il collirio
Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
Mi hanno bocciato anche stavolta alla patente
non hanno torto
non vedo niente
mi rifiutano anche di partire a razzo
non hanno torto
non vedo un cazzo
Tutti parlano del mio sguardo magico
non hanno torto
sono un po' strabico
e poi confondo Berlusconi con il male
ma questa volta
è proprio uguale
Vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
vorrei vedere le piramidi di Cheope
ma sono miope
ma sono miope
Non distinguo la rava dalla fava
ma, sarò la dava?...
Questa volta è stato difficile decidere.
La tendenza all'uniformità, l'imitazione del peggio, la semplificazione verso la primitività, la regressione verso la bestialità.
La capacità di discernere è stata completamente cancellata, e sostituita con la fede cieca ed ottusa.
E quando c'è, è associata all'incapacità di vedere al di la del proprio naso. La lungimiranza non esiste. Tener conto della globalità e della collettività, neanche a parlarne.
Miopia.
Sono qui.
Ma so che, comunque andrà, ci aspettano anni difficili.